La Pascaline di Blaise Pascal, prima calcolatrice meccanica della storia, bloccata dal tribunale di Parigi. Scopri il caso giudiziario, la storia dell’invenzione e le implicazioni per il patrimonio scientifico francese

Un improvviso ribaltamento di fronte ha travolto il mondo delle vendite all’incanto: il tribunale amministrativo di Parigi ha interrotto l’autorizzazione all’esportazione della Pascaline, la macchina per il calcolo concepita da Blaise Pascal nel Seicento. La decisione ha costretto Christie’s a rimuovere l’oggetto dal catalogo della sua asta parigina, trasformando un evento di mercato in una vicenda giudiziaria con forti implicazioni sul patrimonio scientifico del Paese. In poche ore, la notizia ha scatenato reazioni in Francia e oltre i confini nazionali.

Nel novembre 2025 era prevista a Parigi un’asta di Christie’s per la vendita di una “Pascaline”, una delle prime calcolatrici progettate da Blaise Pascal nel XVII secolo, stimata tra 2 e 3 milioni di euro. Lo strumento, considerato un importante pezzo storico-scientifico, rappresenta uno dei primi tentativi di sostituire il lavoro mentale umano con una macchina. Risalente al 1642, fa parte di una serie di circa venti macchine aritmetiche realizzate da Pascal e, in particolare, era destinata al rilevamento territoriale, calcolando in piedi, pollici e braccia invece che in decimali.

L’esemplare apparteneva da decenni a un collezionista privato, in possesso della macchina almeno dal 1942, come parte della biblioteca di Léon Parcé, che comprendeva anche manoscritti e opere di Pascal, Newton, Galileo e altri.

La decisione del giudice e le irregolarità contestate

Il 18 novembre 2025 la corte amministrativa della capitale ha sospeso il certificato necessario a far uscire dal territorio francese l’esemplare di Pascaline messo in vendita. Nella motivazione si legge che il procedimento seguito dal Ministero della Cultura per concedere il via libera all’esportazione solleva “dubbi sostanziali” sulla sua correttezza.

Il tribunale ha inoltre sottolineato che la macchina possiede un valore storico e scientifico così elevato da renderla candidabile alla classificazione come bene di rilevanza nazionale. Se tale status venisse confermato, l’oggetto non potrebbe lasciare la Francia per un periodo massimo di trenta mesi, offrendo allo Stato la possibilità di acquisirlo.

L’iniziativa degli studiosi a difesa della macchina di Pascal

A dare avvio alla battaglia legale è stato un gruppo formato da studiosi, esperti di storia della scienza e associazioni attive nella tutela dell’eredità di Pascal. Tra i promotori figurano anche tre accademici di spicco: Jean-Michel Bismut, Thierry Lambre e Laurence Plazenet.
Proprio Plazenet, intervistata a margine della vicenda, ha rimarcato come la macchina sia considerata il primo calcolatore operativo della storia, e perciò un oggetto di importanza capitale.

I ricorrenti hanno inoltre criticato il parere favorevole espresso dai due periti che avevano valutato la macchina per conto del Ministero: uno proveniente dal CNAM e uno dal Louvre. Secondo il ricorso, la loro analisi non sarebbe stata sufficiente per autorizzare un bene di tale rarità a lasciare il territorio francese.

La Pascaline, invenzione di Blaise Pascal del XVII secolo, simbolo della nascita del calcolo meccanico

La Pascaline, invenzione di Blaise Pascal del XVII secolo, simbolo della nascita del calcolo meccanico

La posizione della casa d’aste e del Ministero della Cultura

Christie’s ha comunicato la sospensione della vendita seguendo le indicazioni del proprietario, precisando che la misura adottata dal tribunale ha carattere provvisorio. La vendita rientrava in un’ampia dispersione della biblioteca del collezionista Léon Parcé.
Il Ministero della Cultura, che aveva dato l’ok all’esportazione nel mese di maggio dopo aver ricevuto i pareri tecnici dei due specialisti, si trova ora di fronte a un contenzioso che potrebbe rimettere in discussione l’intero procedimento seguito.

Una macchina diversa dalle altre: rarità e peculiarità dell’esemplare

L’apparecchio al centro del caso non è una delle versioni più comuni della Pascaline. Si tratta, infatti, di un modello costruito per operazioni di misurazione territoriale, in grado di convertire valori in unità come piedi, pollici e toise.
Secondo la documentazione citata, solo nove Pascaline autentiche sono sopravvissute, e quella ritirata dall’asta rappresenta l’unico esemplare conservato da un privato. Christie’s aveva enfatizzato il valore dell’oggetto, definendolo “il più significativo strumento scientifico mai apparso sul mercato”, un simbolo dell’emergere del calcolo meccanico come sostituto del ragionamento umano.

Un precedente che preoccupa il mondo delle aste

Il provvedimento rappresenta un caso eccezionale: è la prima occasione in cui un giudice francese interrompe la partenza di un oggetto culturale tramite un’ingiunzione cautelare. Gli operatori del mercato dell’arte osservano con apprensione questa scelta, temendo che possa portare a vincoli più severi sulle vendite internazionali di materiali storici di grande pregio.
Allo stesso tempo, numerosi studiosi interpretano la sospensione come un riconoscimento dell’importanza della Pascaline, considerata non un semplice manufatto da collezione, ma una pietra miliare nella storia del pensiero matematico e delle tecnologie del calcolo.

La disputa non è affatto conclusa. Il tribunale dovrà esaminare nel merito la richiesta di assegnare alla macchina lo status di bene culturale protetto secondo il codice del patrimonio francese.

In tal caso, lo Stato disporrebbe di un periodo fino a trenta mesi per mettere insieme i fondi necessari all’acquisto. Se invece il ricorso venisse respinto, la Pascaline potrebbe tornare sul mercato internazionale.

Primo piano della Pascaline con dettagli dei quadranti e ingranaggi

Primo piano della Pascaline con dettagli dei quadranti e ingranaggi

Una strada alternativa – quella della protezione come monumento storico – appare poco probabile poiché richiederebbe un compenso troppo elevato da corrispondere al proprietario. La macchina ideata da Pascal quando aveva appena diciannove anni va oltre il valore antiquario: è il momento in cui il pensiero matematico si è trasformato in meccanismo, anticipando secoli di evoluzione tecnologica.
La sospensione dell’asta ha riacceso il confronto sul ruolo degli strumenti scientifici storici: sono opere da museo, beni pubblici da proteggere o oggetti che possono liberamente circolare come parte del mercato globale?

La risposta, per ora, è sospesa tra le aule del tribunale e le speranze degli studiosi che vorrebbero vedere la Pascaline custodita nel Paese che l’ha vista nascere.


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