All’Art Basel Hong Kong 2026 il futuro dell’arte contemporanea passerà da Echoes. Perché questa sezione dedicata è un punto di svolta?

Art Basel Hong Kong in breve:

Art Basel Hong Kong è una delle principali fiere internazionali d’arte contemporanea e moderna, parte della rete globale di Art Basel con sedi anche a Basilea e Miami. Riunisce gallerie, collezionisti, curatori e appassionati da tutto il mondo, offrendo una panoramica delle tendenze artistiche attuali. L’evento include esposizioni di pittura, scultura, installazioni, performance e media art, suddivise in sezioni tematiche per facilitare la scoperta di nuovi talenti, opere storiche e progetti site-specific. Oltre alla mostra, la fiera propone conversazioni, proiezioni e commissioni speciali con artisti, trasformandosi in un punto di riferimento culturale e commerciale per l’arte in Asia e a livello internazionale.

Art Basel Hong Kong si prepara a sorprendere con l’edizione 2026, in programma dal 25 al 29 marzo, introducendo Echoes, una nuova sezione che metterà sotto i riflettori opere realizzate negli ultimi cinque anni. Con questa scelta, la fiera si propone di mostrare il volto più dinamico e innovativo dell’arte contemporanea, dando spazio alle tendenze emergenti e a una narrativa artistica fresca e immediata.

Uno sguardo più ravvicinato su Echoes

La sezione sarà composta da 10 stand gestiti da 13 gallerie selezionate per la loro attenzione all’arte recente. Tra queste, spicca Flowers Gallery, con sedi a Hong Kong e Londra, che porterà lavori di Movana Chen, Jakkai Siributr e Luka Yuanyuan Yang. Un’altra collaborazione interessante sarà tra Capsule Shanghai e Klemm’s Berlin, che presenteranno le sculture di Leelee Chan, Elizabeth Jaeger e Yan Xinyue. L’obiettivo è offrire una piattaforma in grado di catturare la vitalità dell’arte contemporanea e le nuove direzioni creative della scena globale.

VIPs attend the opening day of the Art Basel Hong Kong contemporary art fair at the Hong Kong Convention and Exhibition Centre. The fair has returned to its pre-pandemic scale, with 242 galleries from 40 countries and territories exhibiting. Photo: Mabel Lui

VIPs attend the opening day of the Art Basel Hong Kong contemporary art fair at the Hong Kong Convention and Exhibition Centre. The fair has returned to its pre-pandemic scale, with 242 galleries from 40 countries and territories exhibiting. Photo: Mabel Lui

Curatori tutti asiatici per un cambio di prospettiva storico

Per la prima volta, l’intero team curatoriale di Art Basel Hong Kong sarà composto da professionisti basati in Asia. La sezione Encounters sarà coordinata da Mami Kataoka, direttrice del Mori Art Museum di Tokyo, affiancata da Isabella Tam (curatrice visiva di M+ Hong Kong), Alia Swastika (curatrice e scrittrice di Jakarta) e Hirokazu Tokuyama (senior curator al Mori Art Museum). Il programma cinematografico vedrà la guida di Ellen Pau, storica dell’arte dei media di Hong Kong, mentre il ciclo di conversazioni avrà una giornata speciale curata da Venus Lau del Museum Macan di Jakarta. Secondo la direttrice Angelle Siyang‑Le, questa scelta “porta intuizione radicata nella regione pur dialogando con il mondo”.

Commissione artistica per M+: arte in movimento

Un’altra novità riguarda la quinta commissione sulla facciata del museo M+, affidata all’artista pakistano-americana Shahzia Sikander. La sua animazione, 3 to 12 Nautical Miles, sarà realizzata a mano e rappresenta un ponte tra arte visiva e media art, rafforzando la sinergia tra la fiera e le istituzioni culturali locali.

L’edizione 2026 confermerà l’ampiezza globale di Art Basel Hong Kong, con 240 gallerie provenienti da 41 paesi e territori, di cui oltre la metà rappresenta l’Asia. Tra le nuove partecipanti figurano 32 gallerie emergenti, tra cui A Lighthouse called Kanata (Tokyo), Pilevneli (Istanbul), The Commercial (Sydney) e Galería Casado Santapau (Madrid). Questa crescita rafforza il ruolo di Hong Kong come hub internazionale per l’arte contemporanea.

La nuova sezione non è solo un aggiornamento formale. Rispecchia un cambiamento strategico per valorizzare il contemporaneo più recente e per rinnovare la proposta curatoriale, mettendo in luce le prospettive asiatiche senza rinunciare al dialogo globale. L’inclusione di media art e animazioni conferma l’interesse crescente per linguaggi visivi innovativi, in linea con le dinamiche del mercato internazionale dell’arte.

La fiera sarà articolata in diverse sezioni. La sezione principale, Galleries, ospiterà stand dedicati all’arte moderna e contemporanea, mentre Discoveries presenterà opere nuove realizzate appositamente per la fiera da artisti emergenti. La sezione Insights metterà in evidenza lavori del XX e XXI secolo di artisti provenienti dall’Asia e dalla regione Asia-Pacifico. Encounters sarà dedicata a installazioni di grande formato, sculture e performance, ed è organizzata da un collettivo di curatori composto da Mami Kataoka, Isabella Tam, Alia Swastika e Hirokazu Tokuyama. Infine, Echoes, che farà il suo debutto, proporrà opere create negli ultimi cinque anni, presentate in modo concentrato da un massimo di tre artisti.

Domande frequenti dei visitatori
  • Che cos’è Echoes e perché è importante?
    Echoes è una sezione dedicata a opere create negli ultimi cinque anni. Offre una panoramica delle tendenze più attuali e permette di scoprire giovani artisti emergenti.
  • Chi cura la fiera e quali novità ci sono nel team curatoriale?
    Il team curatoriale è interamente asiatico, guidato da Mami Kataoka per Encounters e Ellen Pau per la sezione video, con altre figure chiave come Isabella Tam, Alia Swastika e Hirokazu Tokuyama.
  • Cosa aspettarsi dalla commissione per M+?
    Sarà un’animazione realizzata a mano da Shahzia Sikander, che combina arte visiva e media art, visibile sulla facciata del museo.
  • Quante gallerie partecipano e da dove provengono?
    Saranno 240 gallerie da 41 paesi e territori, con forte presenza asiatica e 32 nuove gallerie emergenti internazionali.

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