La Galleria Nazionale dell’Umbria rinnova la propria identità con un progetto PNRR che introduce percorsi personalizzati, strumenti tattili, LIS, CAA e una formazione del personale per un museo più inclusivo e accogliente

Chi entra nel Palazzo dei Priori di Perugia — il fantastico colosso gotico che da secoli domina il cuore della città — oggi percepisce un fermento diverso, quasi un movimento sotterraneo. La Galleria Nazionale dell’Umbria, che da sempre custodisce tesori della pittura italiana e non solo, sta attraversando una metamorfosi silenziosa ma profonda nel segno dell’accessibilità: un progetto complessivo che punta a rendere la visita più accogliente, più personalizzabile, più vicina alle persone.

A dare impulso a questa trasformazione è il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che sostiene un ampio programma dedicato alla riduzione delle barriere — mentali prima ancora che fisiche — all’interno dei luoghi della cultura. Non si tratta, dunque, di qualche semplice miglioria logistica tipica dei musei che hanno una loro ben collaudata struttura, ma di un vero ripensamento dell’esperienza museale: un invito a migliorare, qualunque sia l’età, il bagaglio culturale indipendentemente dalla condizione personale del visitatore.

Una delle sale espositive della Galleria Nazionale dell’Umbria, dove pale d’altare trecentesche e polittici gotici dialogano con l’architettura sobria del Palazzo dei Priori

Una delle sale espositive della Galleria Nazionale dell’Umbria, dove pale d’altare trecentesche e polittici gotici dialogano con l’architettura sobria del Palazzo dei Priori

AIfeelGNU: un compagno di viaggio digitale

Il cuore dell’iniziativa in corso ha un nome che suona quasi giocoso, AIfeelGNU. È sostanzialmente una web app e nulla più, ma di quelle che non si limitano a fornire informazioni. Grazie a un sistema basato su intelligenza artificiale generativa, l’applicazione elabora percorsi modulabili, diversi per ogni singolo visitatore.

Il tempo a disposizione, l’età di chi entra, perfino l’umore del momento: tutto viene considerato per costruire un itinerario su misura. A fare da cicerone c’è “Pietro”, un assistente virtuale con cui si può dialogare, chiedere chiarimenti, cambiare strada all’improvviso, approfondire qualcosa che ha colpito lo sguardo o la curiosità.

È un modo completamente nuovo di muoversi nelle sale: c’è chi va di fretta e può seguire un tragitto essenziale; chi ha voglia di immergersi in un racconto più articolato e può perdersi tra dettagli e collegamenti; i più piccoli poi trovano dinanzi un linguaggio immediato che parla anche in base alla loro immaginazione. L’obiettivo è quello di eliminare le barriere cognitive e allentare la rigidità della visita tradizionale, diciamocelo chiaramente: quella che rende le visite noiose.

Toccare l’arte, ascoltarla, comprenderla

Accanto al versante digitale ed esplorativo, la Galleria ha lavorato anche sulla dimensione sensoriale, pensando in particolare a chi ha una disabilità visiva. Alcune delle sculture presenti nella collezione sono ora accessibili al tatto, mentre un gruppo di rilievi in resina permette di esplorare opere pittoriche percependone forme e composizioni tramite le mani.

Ogni rilievo include un QR code tattile: basta sfiorarlo, scansionarlo e si attivano audiodescrizioni pensate per guidare l’esplorazione in modo chiaro e progressivo.

A queste risorse si aggiunge una serie di sedici video in lingua dei segni: uno introduttivo al museo e quindici dedicati ad altrettanti capolavori, disponibili sia in LIS italiana sia in una versione internazionale. È un passo importante verso una fruizione che non dipenda più soltanto dalla capacità visiva o dall’ascolto tradizionale.

Ambiente dedicato alla pittura medievale, con al centro il Crocifisso e le tavole attribuite ai maestri umbri del XIV secolo, illuminati dalle finestre istoriate che affacciano su Perugia

Ambiente dedicato alla pittura medievale, con al centro il Crocifisso e le tavole attribuite ai maestri umbri del XIV secolo, illuminati dalle finestre istoriate che affacciano su Perugia

Capire con semplicità, i percorsi inclusivi per esigenze cognitive

Un altro fronte del progetto riguarda chi ha difficoltà di comprensione o disabilità cognitive. Per rendere la visita realmente accessibile, la Galleria ha realizzato due itinerari basati sulla comunicazione aumentativa alternativa.

Il primo racconta Perugia e il Palazzo dei Priori attraverso alcune opere del museo; il secondo segue le tracce degli animali raffigurati nei dipinti, spiegandone significati e caratteristiche in modo immediato.

I materiali, che sono disponibili sia in formato cartaceo che scaricabili online, rendono la visita più scorrevole e meno faticosa. A completare il quadro, il museo ha preparato audioguide in italiano e inglese, in due versioni: una pensata per gli adulti e centrata su trenta opere della collezione; l’altra modellata per i bambini, con un linguaggio più semplice e coinvolgente.

Una rivoluzione come questa non si realizza solo con strumenti digitali: richiede persone preparate. Per questo tutto il personale della direzione regionale ha preso parte a una formazione mirata, pensata per accogliere visitatori con bisogni diversi.

La qualità dell’esperienza dipende poi anche dall’incontro diretto con chi lavora nel museo: serve delicatezza, capacità di ascolto, conoscenza degli strumenti disponibili. L’accessibilità non può restare un elenco di servizi; deve tradursi in un atteggiamento concreto e quotidiano.

Un esperimento che può diventare modello

Quello della Galleria Nazionale dell’Umbria non è un progetto isolato: si inserisce in un disegno più ampio sostenuto dal PNRR, che coinvolge altri musei, biblioteche e archivi italiani. La Galleria diventa così un laboratorio, un banco di prova per un nuovo modo di concepire il rapporto tra istituzioni culturali e comunità.

La mappa della Galleria Nazionale dell'Umbria

La mappa della Galleria Nazionale dell’Umbria

E questo ruolo è particolarmente rilevante in un Paese dove, come mostrano le segnalazioni di molte persone con disabilità e di chi le accompagna, i percorsi museali presentano ancora ostacoli: orientamento difficile, materiale insufficiente, personale non sempre preparato. L’esperienza perugina mostra che la trasformazione è possibile — e porta risultati concreti.

Il futuro: ciò che resta da costruire

Naturalmente il progetto apre anche alcune domande, che riportiamo di seguito argomentandole. Le tecnologie introdotte richiedono manutenzione costante e aggiornamenti continui. Bisognerà capire come esportare questo modello in musei più complessi o con esigenze architettoniche diverse.

Ci sono inoltre aspetti ancora poco esplorati, come la piena accessibilità per chi ha mobilità ridotta o per gli anziani con necessità specifiche.

Infine, resta una sfida culturale: far crescere la consapevolezza del pubblico sull’importanza dell’accessibilità, affinché queste iniziative non restino episodi esemplari ma diventino parte strutturale del modo di vivere i luoghi d’arte.

Un segnale chiaro nel panorama culturale italiano

Il percorso avviato dalla Galleria Nazionale dell’Umbria indica una direzione precisa: il museo del futuro non è un luogo che impone un ritmo, ma uno spazio che si modella sulle persone. Da ambiente percepito come selettivo, diventa una casa accogliente in cui ognuno trova una porta d’ingresso adatta a sé.

Se questa visione verrà mantenuta e diffusa, potrà nascere una rete di istituzioni davvero aperte, capaci di trasformare la visita culturale in un’esperienza accessibile e rispettosa. La Galleria umbra, in questo momento, è un segnale forte: un’anticipazione di ciò che i musei italiani potrebbero diventare quando l’arte incontra — davvero — le persone.


Ultime notizie & mostre

Le ultime notizie dal mondo dell'arte

Cerchiamo di capire da quale tendenza prende forma la lettura critica dell’anno: non per certificare un vincitore, ma per capire dove (e come) il discorso sull’arte sta continuando a produrre senso