Rappresenta il primo giorno per cui esiste un catalogo ufficiale di vendita collegato a James Christie, considerato quindi l’avvio formale dell’azienda

Ogni anno il 5 dicembre torna una data che gli storici dell’arte e gli appassionati di mercato collezionistico ricordano come una svolta silenziosa. A Londra, in quel giorno del 1766, James Christie aprì le porte della sua prima vendita pubblica ufficiale, un evento che non aveva nulla dell’eleganza scintillante che oggi associamo al nome Christie’s, ma che avrebbe avviato un percorso destinato a ridefinire il commercio culturale europeo e poi mondiale.

Quando tutto iniziò davvero?

Secondo la tradizione aziendale, proprio il 5 dicembre 1766 rappresenta l’atto di nascita formale della casa d’aste. La vendita si svolse negli ambienti del Great Rooms di Pall Mall, un luogo centrale nella Londra del tempo. La storiografia, però, non concorda totalmente. Vari documenti d’epoca — come annunci sui quotidiani e materiali promozionali — suggeriscono che Christie avesse iniziato a lavorare nel settore già da alcuni anni. Alcune tracce fanno pensare ad attività riconducibili al suo nome a partire dal 1759, mentre altre indicano aste documentate nel 1762.

Nonostante queste discrepanze cronologiche, la data del 5 dicembre ha assunto valore simbolico perché coincide con la prima vendita accompagnata da un catalogo ancora oggi conservato.

La prima asta fu un inventario di quotidianità

Il primo catalogo firmato Christie’s sorprende per la sua semplicità. Nessun quadro di maestro antico, nessun prezioso gioiello. La lista includeva due vasi da notte, un paio di lenzuola, altri capi di biancheria e quattro ferri da stiro. Erano beni tipici delle cosiddette “contents sales”, vendite che avevano lo scopo di liquidare gli arredi e gli oggetti di intere abitazioni.

Per gli osservatori moderni, questo repertorio può sembrare modesto, ma nel contesto del XVIII secolo tali aste rappresentavano una pratica commerciale diffusa. Eppure, proprio da questa base ordinaria prese forma un modello che avrebbe trasformato le aste in appuntamenti sociali e culturali ben oltre la dimensione utilitaristica.

Dalla vendita domestica al palcoscenico dell’arte

James Christie

James Christie

La metamorfosi non tardò a manifestarsi. Già nel marzo 1767, nemmeno dodici mesi dopo l’almanacco del 5 dicembre, Christie organizzò la sua prima asta interamente dedicata alla pittura. Quel passaggio segnò un cambio di paradigma: la casa d’aste iniziò a rivolgersi a collezionisti, nobili e figure di rilievo del mondo intellettuale, trasformando la vendita in uno spettacolo mondano.

L’abilità retorica del fondatore e la sua capacità di creare relazioni nell’élite londinese fecero presto delle aste un luogo di incontro privilegiato, dove affari, arte e mondanità si intrecciavano con naturalezza.

Alla morte di James Christie nel 1803, il testimone passò al figlio, James Christie II, che contribuì ulteriormente alla crescita dell’azienda. Nel 1823 la sede si spostò definitivamente in King Street, nel quartiere di St. James: un indirizzo che sarebbe diventato iconico e che ancora oggi ospita il cuore operativo della casa d’aste.

Nel corso dell’Ottocento, l’azienda si ampliò e cambiò struttura societaria. Con l’ingresso dei soci William Manson e Thomas Woods, la denominazione divenne Christie, Manson & Woods, pur mantenendo come marchio commerciale il più riconoscibile “Christie’s”.

L’espansione globale e l’eredità del 5 dicembre

Col tempo, la realtà nata da una vendita di oggetti per la casa divenne un network internazionale. La compagnia oggi è presente in decine di Paesi con centinaia di aste all’anno che coprono oltre ottanta categorie, dai dipinti alle fotografie, dai gioielli ai vini rari. Tra le sue sedi più note figurano Londra, New York, Parigi, Ginevra, Milano, Amsterdam, Dubai, Hong Kong, Zurigo, Shanghai e Mumbai.

Dal 1998 Christie’s appartiene al Groupe Artémis, la holding di François Pinault, un passaggio che ha consolidato la sua posizione di leader nel mercato dell’arte e nel settore del lusso culturale.

La scelta di considerare quella del 1766 come la data di fondazione è il risultato di un equilibrio tra rigore archivistico e necessità simbolica. È il primo giorno in cui esiste una vendita attestata da un catalogo ufficiale, anche se Christie operava già in modo informale. La distinzione tra attività iniziali e fondazione formale chiarisce quindi la coesistenza di date differenti: il 1766 come nascita documentata, gli anni precedenti come preistoria operativa.

Se si osserva il percorso dalla prima vendita del 5 dicembre fino a oggi, appare evidente come un gesto commerciale modesto possa innescare una trasformazione colossale: la casa d’aste nata da oggetti di uso comune è diventata una delle principali forze in grado di influenzare il valore culturale e finanziario dell’arte mondiale. L’eredità di James Christie dimostra che la grandezza spesso germoglia da inizi apparentemente ordinari.

Nel 2015 le vendite complessive di Christie’s hanno raggiunto 4,8 miliardi di sterline, pari a circa 7,4 miliardi di dollari, mentre nel primo semestre dello stesso anno il totale dichiarato è stato di 2,9 miliardi di sterline, con un aumento dell’8% rispetto al periodo equivalente del 2014. L’azienda opera a livello globale con aste e transazioni private articolate in oltre ottanta categorie, che spaziano dall’arte antica e moderna ai beni di lusso, ai vini, al design e al collezionismo, mantenendo una presenza strutturata in numerosi Paesi attraverso sedi e sale d’asta internazionali.

Nel 2023 il volume delle vendite mondiali è stato stimato intorno ai 6,2 miliardi di dollari, mentre nel 2024 il totale si è attestato a circa 5,7 miliardi di dollari in un contesto di mercato più complesso. Le performance del 2015 rappresentano uno dei valori più elevati nella storia della casa d’aste. L’attività commerciale integra aste tradizionali, vendite riservate e canali digitali, sempre più rilevanti per l’ampliamento della clientela globale. L’estensione delle categorie trattate contribuisce a intercettare un pubblico internazionale ampio e diversificato.



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