La traiettoria di un’artista che ha trasformato il segno astratto in una pratica autonoma, cromatica e spaziale.

Dal 17 luglio al 15 novembre 2026 la Galleria Civica di Trento presenta “Pietre di pane. Memorie di geografie fragili”, progetto promosso dal Mart e curato da Giulia Colletti e Gabriele Lorenzoni. La mostra riunisce circa 50 opere di 31 artisti e artiste, mettendo in relazione lavori appartenenti alle Collezioni del Mart, prestiti da gallerie e collezioni private e opere concepite in forma site-specific. Il tema è quello dei territori fragili, con particolare attenzione alle terre alte segnate da spopolamento, marginalità e trasformazioni economiche.

Pietre di pane. Memorie di geografie fragili

Fonte immagine: mart.tn.it


Una ricerca sulle geografie dell’abbandono

Il progetto prosegue una linea di ricerca avviata dal Mart con “Paesi perduti. Appunti per un viaggio nell’Italia dimenticata”, allestita alla Galleria Civica di Trento tra il 2022 e il 2023 e curata da Gabriele Lorenzoni. Se quella mostra osservava soprattutto i paesaggi italiani dell’abbandono, “Pietre di pane” amplia la prospettiva alla relazione tra comunità, paesaggio e memoria. Il punto di partenza non è la celebrazione dei borghi, ma l’analisi delle condizioni storiche, sociali ed economiche che modificano il modo di abitare.

Pietre di pane. Memorie di geografie fragili

Fonte immagine: mart.tn.it

Il titolo deriva dalla raccolta di saggi dell’antropologo Vito Teti, “Pietre di pane. Un’antropologia del restare”, pubblicata in italiano da Quodlibet. Nella mostra il riferimento sostiene la nozione di “restanza”, intesa non come semplice permanenza fisica in un luogo, ma come scelta consapevole di abitarlo attraverso pratiche di cura, responsabilità e immaginazione. La questione riguarda quindi territori soggetti allo svuotamento e, nello stesso tempo, le possibilità concrete di costruire nuove forme di presenza dentro fratture sociali e storiche.

Opere dalle Collezioni e prestiti internazionali

Il percorso accosta opere raramente esposte delle Collezioni del Mart, tra cui lavori di Richard Long e Mirella Bentivoglio, a interventi di artisti italiani e internazionali. Tra le presenze indicate dal museo figurano Francis Offman e Marina Caneve, mentre i prestiti comprendono opere di Ana Mendieta, Shilpa Gupta, Zhanna Kadyrova e Giorgio Andreotta Calò. L’elenco riunisce linguaggi differenti — fotografia, scultura, installazione e pratiche concettuali — senza ridurre il tema della fragilità territoriale a un’unica tecnica o a una sola geografia.

La lista degli artisti comprende inoltre Carla Accardi, Giorgio Andreotta Calò, Giovanni Anselmo, Antonio Biasiucci, Theresa Hak Kyung Cha, Camilla de Maffei, giulia deval, Regina José Galindo, Ruud Janssen, YoungEun Kim, Maria Lai, Eunhee Lee, Matteo Lucca, Piero Manzoni, Marzia Migliora, OHT | Office for a Human Theatre, Sarker Protick, Mario Schifano, Santiago Sierra, Giovanna Silva, Mladen Stilinović, Natália Trejbalová, Andra Ursuța e Alice Visentin. La pluralità delle provenienze e delle generazioni costruisce un confronto tra memoria individuale, trasformazioni del paesaggio e forme di appartenenza.

Pietre di pane. Memorie di geografie fragili

Fonte immagine: mart.tn.it

La materia come archivio della presenza

Nel progetto del Mart la pietra non è soltanto un elemento naturale o un’immagine del peso. È una materia capace di trattenere tracce, conflitti e possibilità di riattivazione. La domanda formulata dalla mostra — “Quale pane porta in sé ogni pietra?” — trasferisce il discorso dal dato geologico alla dimensione dell’esperienza: ciò che appare inerte può diventare testimonianza di un luogo e delle persone che lo hanno abitato. Il rapporto tra materia, memoria e presenza costituisce così uno degli assi interpretativi dell’esposizione.

La mostra non si limita alle opere esposte negli spazi della Galleria Civica. A partire da settembre 2026 è previsto un public program distribuito in diversi luoghi della città di Trento, con l’obiettivo di estendere la riflessione sulle pratiche dell’abitare oltre il perimetro istituzionale della sede. Il programma nasce anche dalla collaborazione con Arte Sella, Fondazione Franco Demarchi, Fondazione Stava 1985, STEP – Scuola per il governo del territorio e del paesaggio e Trento Film Festival, partner indicati dal Mart nel progetto espositivo.

Il progetto prevede anche un catalogo edito dal Mart, con progetto grafico di Typeklang e Massimiliano Mariz. Il volume comprenderà un testo a quattro mani dei curatori Giulia Colletti e Gabriele Lorenzoni, un saggio di Gianluca Cepollaro, direttore di STEP, e una prefazione di Vito Teti. È inoltre annunciata la ripubblicazione del capitolo “La casa dei trentatré pani”, tratto dal libro di Teti. Il catalogo funzionerà quindi come estensione documentaria della mostra e come strumento per approfondire la nozione di restanza.

Pietre di pane. Memorie di geografie fragili

Fonte immagine: mart.tn.it

Informazioni per la visita

“Pietre di pane. Memorie di geografie fragili” è visitabile alla Galleria Civica di Trento dal venerdì 17 luglio alla domenica 15 novembre 2026. La sede si trova in via Rodolfo Belenzani 44, a Trento. Il Mart indica per la Galleria Civica un biglietto intero di 5 euro, ridotto di 3 euro e convenzionato di 4 euro; il biglietto del Mart consente inoltre di visitare le Collezioni, le mostre temporanee, Casa d’Arte Futurista Depero a Rovereto e la Galleria Civica di Trento, con validità di due mesi.

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